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Nel Centro Storico si entra dalla Porta Fiume e dopo pochi metri ci si trova in Piazza del Sedile (oggi chiamata Piazza Raffaele Giallorenzo, in onore di un partigiano morto durante la guerra) che era un punto di incontro, di discussione e sede di molte delle attività commerciali.

I vicoli del centro antico di Auletta Il Centro Storico di Auletta

Da Piazza del Sedile si snodano tre strade: Vico Soldoverio, Via Luca Beatrice e Via Casella - Cupone che, attraverso tanti vicoletti ricongiunti fra loro, ci portano alle altre Porte d'accesso al Centro Storico. Via Cupone porta ad una Fontana Storica per i nostri nonni: Fundana Nova (Fontana Nuova). Vico Soldoverio, da un punto di vista storico, è il più importante perché c'è l'ingresso di casa Mari dove fu ospitato Giuseppe Garibaldi durante il suo viaggio verso Napoli.

Fu sede, anche se solo per una notte, delle forze insurrezionali contro i Borboni ed infine ospitò anche San Gerardo Maiella, il quale guarì una fanciulla malata. Via Luca Beatrice è la via più lunga e, dopo aver oltrepassato la Piazzetta Santi Quaranta, si arriva fino alla Porta Castello dove si ricongiunge ad una salita con omonimo nome. Lungo le strade troviamo ancora oggi numerosi portali d'interesse storico appartenenti a famiglie che all'epoca andavano per la maggiore come i Fallace, i Gambino, i Muccioli.

Dalla Porta del Castello ha inizio una salita e, dopo qualche metro, giungiamo in Piazza Campitello che ospita la caratteristica Chiesa di San Giovanni, conosciuta come Santa Maria delle Grazie e il palazzo Carusi.

Dalla Piazza ha poi inizio Via Castello (ora chiamata via Gerardo D'Amato). Proseguendo il nostro percorso ci addentriamo in Via Castello (G. D'Amato), dove troviamo la torre campanaria e quel che resta della vecchia Chiesa Madre e numerosi portali di interesse storico, tra cui quelli di casa Caggiano, Langone, Opromolla e D'Amato.

Via Gerardo D'Amato, con un percorso parallelo a Via L. Beatrice e Via Cupone, termina in Porta Rivellino.

La visita continua con la descrizione del Complesso Monumentale dello Jesus. Si entra dalla prima stanza a sinistra, la cosiddetta “dei monaci” che ha conservato l’antico caminetto e i fori nei quali erano infilate le travi di sostegno e che separavano la stanza inferiore dedicata alle attività diurne, dal “soppalco” adibito a dormitorio. La traccia di un grosso foro, che si nota ancora nella volta, è il segno di una botola che serviva quando dalla chiesa soprastante venivano gettati i cadaveri. La parte sottostante per un periodo è stata anche un ossario almeno fino a quando con l'editto di Saint Cloud, emanato il 12 giugno 1804 da Napoleone Bonaparte, si stabilì che le tombe venissero poste al di fuori delle mura cittadine, in luoghi soleggiati e arieggiati.

Attraverso un’apertura (creata successivamente, in quanto in origine i tre ambienti erano separati) si accede alla chiesetta di Sant’Elia ad aula unica che accoglieva le popolazioni che abitavano nelle campagne (“fuori le mura del paese”) per poi passare nella stanza del “monte frumentario”. Si prosegue salendo su per le scale che portano agli uffici MIdA, dove si spiegherà la funzione della Fondazione e si distribuirà materiale informativo.

Si giunge poi sul terrazzo che è la pavimentazione dell’antica chiesa madre San Nicola di Myra, crollata durante il terremoto del 1857. Si possono ancora notare le nicchie e una piccola apertura che era destinata alla conservazione degli oli sacri. Si visita inoltre una mostra mutimediale sul terremoto dell’80 con videointerviste e documentazione fotografica.

Dallo Jesus al Parco a Ruderi. Ci si incammina, attraverso via Gerardo D’Amato, verso piazza Campitello dove si può ammirare la chiesetta di Santa Maria delle Grazie. Scendendo dei gradini dopo pochi metri, arriviamo in via Luca Beatrice dove si costeggia il Parco Urbano a Ruderi.

Dal Parco a Ruderi al Lungofiume. Dal Parco a Ruderi si esce dal centro storico per proseguire lungo la strada provinciale fino al belvedere, dal quale si ammirano le aree di lungofiume con la loro vegetazione ed il massiccio degli Alburni. Si procede poi per la fontana dei Cannioni e verso il fiume Tanagro.

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