Demo Active

 

Le passioni sono come le piante: crescono da piccoli semi. La mia passione più grande è il marketing territoriale turistico. Il mio obiettivo principale è quello di contribuire a recuperare valori quali il senso di aggregazione e l’identità con il proprio territorio. Non è possibile favorire alcuna forma di sviluppo locale se prima non ci si riscopre come collettività formata da individui in grado di riconoscersi eredi di un patrimonio storico e culturale comune.


Mi presento...

... mi chiamo Massimiliano De Paola e sono il titolare della Demo Active che ha sede ad Auletta. (Logo della Demo Active)

Auletta è da sempre la mia culla. E' il posto in cui elaboro le mie idee ed i miei progetti ed è il paese in cui vivo. Si trova a Sud della provincia di Salerno ed è composto da ormai meno di duemilacinquecento abitanti. (Foto di Auletta)


Quando nasce un bambino è sempre una festa. Quando sono nato io la festa è stata immensa!

Sono nato il trenta di aprile del 1975 a Polla, perchè lì c'era l'Ospedale (e c'è ancora, anche se da qualche anno sta vivendo una vita travagliata con reparti in sofferenza per carenza di personale).
Polla si trova a circa dieci chilometri da Auletta, forse quindici.

Sono del segno del Toro, ascendente Leone. Proprio un bel tipino sono :)))

Sono il più giovane di quattro figli. Ho tre sorelle più grandi di me, quindi sono anche l'unico figlio maschio in famiglia. Per la verità un altro maschietto nacque prima di me, ma morì dopo soli tre mesi per un malore improvviso quanto inspiegabile. Si chiamava Vincenzo, come mio nonno paterno buonanima. E Vincenzo mi dovevo chiamare pure io. Fù mia madre ad opporsi. "Vincenzo è già nato, ora è in cielo"! disse. 

Se mi chiamo Massimiliano è merito delle mie sorelle che, oltre a scegliere il nome che doveva accompagnarmi per tutta la vita, chi prima e chi dopo, hanno saputo prendersi cura di me nelle fasi più importanti della mia crescita educativa e caratteriale, quando mia madre e mio padre andavano a lavorare. Se adesso sono quello che sono molti meriti vanno a loro.

Quando sono nato è iniziata una grande festa in casa De Paola. Mio padre offriva da bere a tutti. E' impazzito di gioia! Questo, ovviamente me lo hanno raccontato.

Mia madre era felicissima! Ora teneva in braccio un bel maschietto dai capelli biondi e gli occhi cerulei (verdi-celesti-azzurri): un vero tedesco, ahahahah. Lei stessa mi ha raccontato che, prima di accorgersi di essere incinta di me, aveva passato giorni terribili. Pensava di avere un brutto male. Il Dottore le disse che aveva il male più bello del mondo. Aspettava un bambino. Aspettava me! Aveva quarantadue anni quando sono nato io. Lei era convinta di essere in menopausa ed invece sono nato io. La prendo sempre in giro quando tocchiamo questo argomento, e lei ride! Evidentemente era segno del destino. Sono questi i miracoli della vita! 


Porto con me i ricordi della mia infanzia.

Da piccolo ero un po' birichino :) Mi dicono che non stavo mai fermo e che facevo sempre un sacco di domande. Volevo scoprire il mondo io, e volevo farmelo raccontare da chi lo conosceva sicuramente meglio di me.

Quando mi regalavano un giocattolo, lo smontavo nell'arco delle ventiquattro ore e i miei si arrabbiavano sempre, perché secondo loro rompevo tutto ciò che mi regalavano. Non capivano che non lo facevo per dispetto. Cercavo semplicemente di capire come erano stati costruiti, come erano fatti, cercavo di andare all'origine insomma. Ora, a mente fredda, vi posso tranquillamente dire che inconsciamente quelle azioni facevano parte di quella mia strategia per scoprire il mondo! :))) In fondo sono sempre stato curioso, e questa mia peculiarità me la son portata appresso fino ad oggi e sono certo che mi accompagnerà per tutta la vita. Mi è sempre piaciuto indagare sui misteri della vita! Sono uno che si fa sempre un sacco di domande e che ogni giorno cerca le risposte, anche quando sono difficili da trovare. Non mi accontento dell'apparenza, voglio vedere ciò che c'è dentro! E questa è un po' anche la mia filosofia di vita e chi mi conosce bene lo sa!!!

Ho sentito fin da piccolo il calore e l'affetto di tutti, anche di coloro che mi sgridavano (giustamente) quando facevo qualche marachella di troppo tra le mura e i vicoli stretti del Centro Storico o nei pressi del Castello Marchesale del mio paesello "Auletta". (Foto dei vicoli e del Castello) Da grande, poi, ho capito che lo facevano solo per il mio bene.

Lì giocavo con i miei amichetti Raffaele Giachetta, Arsenio Via, Francesco Langone e tanti altri. (Mettere le foto della mia infanzia) Conoscevamo tanti giochi divertenti che ora si sono quasi estinti come certi valori che pure stanno scomparendo. A me piaceva tanto giocare a nascondino. Funzionava così: Uno di noi poggiava il capo di fronte al muro, in piedi e con tutto il corpo attaccato al muro, con gli occhi chiusi, si iniziava a contare 1 - 2 - 3 e così via. Tutti gli altri dovevano correre a nascondersi. Era un gioco meraviglioso! Altro che play station e diavolerie varie, altro che pc. Ci accontentavamo della semplicità ed era quello che ci faceva stare insieme ed uniti! Non come ora.

Mi ricordo ancora "Tutuccio" il banditore, quando veniva a comunicarci le cose che interessavano i più grandi. Come per magia tutto si fermava quando arrivava lui. Non si sentiva volare una mosca fino al momento che se n'andava!

 

Il terremoto ha scombussolato le nostre tranquille giornate.

E' arrivato all'improvviso. Quel giorno faceva un pò più caldo del solito e l'aria era un pò strana.

Era Novembre... Novembre quasi inoltrato.

Il ventitre Novembre del 1980 è stata una data cruciale per la mia vita. Io avevo cinque anni e mezzo. Stavo guardando la tv, mi pare rai 2. Ero ai piedi del letto e i miei occhi erano incollati al televisore. Ero concentrato a vedere i cartoni animati. Non era mica come oggi che ci sono decine e decine di canali tematici dedicati ai bambini! I cartoni animati a quel tempo a noi bambini ce li facevano desiderare! Li facevano vedere solo ad un certo orario e solo su un canale, appunto mi pare rai 2. Mi pare che i canali erano due a quell'epoca per i comuni mortali, rai 1 e rai 2 appunto.

Mentre stavo guardando la tv, mi sentii per qualche secondo sballottolare di quà e di là. Non capivo cosa stesse accadendo, per me era la prima volta che mi capitava una cosa del genere. All'improvviso mi sentii afferrare ai fianchi da mia sorella Gerardina (più grande di me di sette anni). In un battibaleno scendemmo le scale che pure ci dondolavano.

Era sera e, mentre mia madre parlava con gli altri per capire dove passare la notte, il mio unico pensiero era rivolto alla tv, e le tiravo la gonna per ricordarle che era rimasta accesa.

Solo dopo ho scoperto che questo sconosciuto dondolio, i grandi lo chiamavano "terremoto", e ho scoperto pure che non era di certo una cosa bella, e che spesso, purtroppo, portava con sé morte, distruzione e tanta disperazione. Per fortuna ad Auletta non ci fù nessuna vittima, solo danni alle abitazioni e tanta tanta paura.

Il terremoto fu caratterizzato da una magnitudo del momento sismico di circa 6,9 gradi Richter e del X grado della scala Mercalli. Questi sono tecnicismi con i quali ho imparato a convivere crescendo. Altre volte ho sentito ballare i piedi. Mai più come quel giorno, per fortuna! 

Giusto per dare un'idea di ciò che è accaduto in quegli istanti tremendi, voglio farvi vedere questo video che dura pochi secondi https://www.youtube.com/watch?v=jyRPiIl9V8I. 

L'unica cosa positiva di quella immane tragedia (se di positivo può esserci qualcosa in un contesto drammatico come quello), è che dalle ceneri di quel disastro è nato quell'organismo oggi denominato Protezione Civile che tutto il mondo ora ci invidia.

Questa è la dimostrazione che noi italiani, quando vogliamo, sappiamo fare le cose per bene e spesso le sappiamo fare anche meglio degli altri http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/dipartimento.wp;jsessionid=609291362559A2F874C003A4C0D9F03A.

 

Il mio primo viaggio in treno.

Io ero troppo piccolo per affrontare quell'emergenza e i miei genitori pensarono bene di farmi vivere per qualche tempo in un ambiente più sereno, più consono alla mia età. Fù così che io, mio padre e le mie sorelle Rosa (Rosetta per me e per noi della famiglia) e Gerardina, prendemmo il treno in direzione Torino, o forse Asti.

E' da quì che nasce il fascino che ho sempre avuto per i viaggi in treno: ogni viaggio un'avventura, ogni viaggio una storia nuova che forse un giorno vi racconterò. Ne ho tante che mi son rimaste impresse di storie da poter raccontare. 

Mi ricordo che per tutta la durata del viaggio sono stato appiccicato al finestrino, sia di giorno che di notte. Il mio sguardo cercava soprattutto il mare. Di giorno era più facile vederlo, mi incantavo alla sua vista. Era tutta una poesia. Ci vedevo la grandezza, la forza, l'immensità, l'infinito. Nell'azzurro del mare si specchiavano i miei occhi cerulei (azzurri, celesti o verdi a seconda della luce del sole, come avere lenti a contatto a portata di mano per ogni esigenza). Il mare mi ha portato sempre suggestioni ed ispirazioni. 

Durante il viaggio, di tanto in tanto davo una sbirciatina nel corridoio e a volte, uscendo dalla cabina, mi ci fermavo per ascoltare le storie strane e stravaganti ma al tempo stesso interessanti dei passeggeri.

Anche se ero stanco, di notte non dormivo mica! Ero abbagliato e rapito dalle luci delle grandi città che man mano attraversavamo. Roma è bellissima di notte! I miei occhi erano pieni di meraviglia alla vista dello spettacolo che mi si poneva di fronte.

In questo straordinario contesto (dal mio punto di vista), mio padre ci stava portando da mia sorella Carmela (lei ama farsi chiamare Carmen), primogenita di quasi vent'anni più grande di me, e da mio cognato Beppe. Era da poco nato mio nipote Ivan, aveva appena due mesi mentre io avevo cinque anni e mezzo (zio e nipote quasi coetanei).

 

La quiete dopo la tempesta. 

Mio padre tornò subito ad Auletta. Qui continuavano le scosse di assestamento che rendevano la vita di quei giorni a dir poco complicata. Per il pernottamento ci si era organizzati alla meno peggio attraverso tende o capanne. Poi arrivarono le roulottes insieme a molti volontari venuti da tutta l'Italia. Tantissimi vennero dal Nord, soprattutto dal Piemonte. Furono gesti ed azioni che noi aulettesi, soprattutto quelli più grandicelli, non dimenticheremo mai. 

Crescendo ho sentito tantissimi racconti di solidarietà ricevuta in quei tristi giorni ed ho compreso l'importanza della solidarietà verso il prossimo. Auspicando che la soliderietà sia parte integrante anche della mia vita. 

Quì, intanto, in quei giorni pioveva e nevicava e le olive col vento cadevano dalle piante. L'olio ad Auletta è stato sempre la principale fonte di reddito. (Foto di un uliveto, ho pure quella con le olive ed il cestino) Non bastava il terremoto, a rendere la vita insopportabile si univano tanti altri disagi. Come si dice "I guai non vengono mai da soli".

Ma noi eravamo vivi e ciò bastava a rendere sopportabile ogni disagio possibile. Eravamo vivi e questa era la cosa più importante!

 

La nostalgia. Casa dolce casa...

Dopo appena una settimana mio padre fù costretto a fare un altro viaggio per venirci a riprendere. Mi dicono che soprattutto io, che ero il più piccolo, piangevo "in continuazione" e visto che la prima emergenza era stata superata, potevamo tornare pure io e le mie due sorelle più piccole ad Auletta. 

Superata l'emergenza, la vita riprese a scorrere più o meno come prima.

 

Due aneddoti da ricordare son diventati due lezioni di vita.

Le scuole elementari sono state fondamentali per la mia crescita e per la mia educazione, soprattutto la III e la IV. Vi racconto due aneddoti legati a queste due classi che sono stati determinanti per farmi diventare quello che sono oggi.

Inizio a raccontarvi il primo aneddoto.

In III elementare mi ricordo che un giorno tornai a piedi da scuola. Ricordatevi più tardi queste mie parole.

Dopo il terremoto la mia casa, che si trovava nel Centro Storico di Auletta - vicino al Castello, subì delle lesioni e fù successivamente abbattuta per lasciare il posto all'attuale piazzetta. 

In quel periodo vivevo in campagna, quella campagna che insieme alla casa distrutta, i miei genitori avevano comprato con il sudore del lavoro di sette anni vissuti da emigranti in Germania. In quella campagna, mio padre fece costruire un prefabbricato (una casetta in legno) con cucina, salotto, tre camere da letto e due bagni. Tutto in settantacinque metri quadrati o qualcosina meno. Lì abbiamo vissuto per diversi anni in maniera dignitosa, prima di fare l'ingresso nella nuova casa in località Ciceglie che è il luogo fisico da dove ora sto scrivendo queste righe.

Stare in mezzo alla natura mi è sempre piaciuto e ciò ha agevolato di molto le cose!

D'inverno avevamo la stufa a legno, posizionata in cucina, che teneva caldo tutto l'ambiente. D'estate avevamo l'ombra degli alberi che ci teneva freschi. Vi confido un segreto: il clima che ha Auletta non lo baratterei per nessun altra cosa al mondo, neanche sotto tortura :)). Per me è il migliore del mondo! :D Ma io sono di parte e quindi non vale.

Di mattina presto veniva a prendermi il pulmino per andare a scuola, e così avvenne anche quel giorno. Solo che quel giorno, non mi ricordo perché, appena arrivato davanti a scuola, sceso dal pulmino, pensai bene di tornarmene a casa, forse perché non avevo fatto i compiti, ora non ricordo il motivo preciso. Fatto sta che tornai a casa a piedi.

Feci a piedi un chilometro e mezzo da solo, io che avevo solo nove anni. Mia sorella Rosa (Rosetta per me), di undici anni più grande di me, al mio ritorno mi chiese cos'era successo. Le dissi semplicemente che c'era uno sciopero a scuola. Le sembrò un pochino strano ma dopo i primi sospetti, per mia fortuna, si tranquillizzò.

Il giorno dopo si ripetette la scena e pure la reazione di mia sorella fù la stessa del giorno precedente. All'inizio era un tantino perplessa ma poi se la bevette o almeno così voleva farmi credere.

Ci presi gusto e quindi pure il terzo giorno tornai a casa con la scusa dello sciopero. Pensai di essere stato furbo per l'ennesima volta, pensai di averla fatta franca di nuovo. Avevo la sensazione di esser diventato un piccolo genio!

E' in questa occasione che ho imparato che "se si tira troppo la corda c'è il rischio che si spezzi". Mia sorella fece finta di nulla all'inizio, poi all'improvviso vidi che si cambiò d'abito, si pettinò e si fece bella davanti allo specchio. "Andiamo a fare un giro in paese" mi disse. "Ti devo fare una bella sorpresa", mormorò col sorrisetto sulle labbra. Io adoravo andare in giro, mi piaceva stare con lei ed amavo le sorprese. Mi sembrarono tre buoni motivi per andare. Ci mettemmo subito in cammino in direzione Auletta. Io ero felicissimo, non stavo più nella pelle! Ero impaziente di scoprire la sorpresa. Mia sorella manteneva sempre le promesse! Mi aspettava una sorpresona! Camminando camminando, arrivammo nei pressi della scuola. Varcammo il cancello e lì compresi qual era la sorpresa. Il resto non ve lo racconto, potete immaginarlo da soli.

Quel giorno Rosetta, senza prendermi a schiaffi e senza urlare, mi ha insegnato la più bella lezione della mia vita! Ho capito che non ero stato nè furbo, né intelligente. In quella circostanza mi ha fatto capire qual è la vera differenza tra "fare la cosa giusta e fare la cosa sbagliata". Una lezione del genere a quell'età vale per tutta la vita. Al mondo c'è chi urla e prende a schiaffi e c'è chi insegna con semplicità le cose della vita. 

Da quel giorno ho continuato a frequentare gli istituti scolastici, dopo le elementari - le medie, dopo le medie - le superiori, dopo le superiori - l'università. Ma da quel giorno non ho fatto più assenze ingiustificate, semplicemente perchè non era la cosa giusta da fare per il mio bene. Quella lezione è servita per la mia vita perchè ha contribuito a farmi crescere e a forgiare il mio carattere. 

Ora vi racconto anche il secondo aneddoto. Risale alla IV elementare e vide protagonista (in negativo) la mia maestra.

Un giorno, la mia maestra di IV elementare, in seguito ad un'opinione da me espressa su una domanda che ci aveva fatto lei durante una lezione, esclamò "Mi sembri l'avvocato delle cause perse!"

Non era la prima volta che me lo diceva. Lei era solita comportarsi così anche con la maggior parte degli altri miei compagni.

Era sprezzante, alto e brutale il tono di voce ed era estremamente cattiva l'espressione, mentre me lo diceva. Se chiudo gli occhi ancora riesco a vedere la scena. Io ero piccolo e mi ricordo che ci rimasi molto male, quella volta in maniera particolare.

Fin da piccolo ho cercato di prendere il buono che c'è in tutte le persone ed anche in questo caso ho cercato di prenderla come una lezione di vita. 

Crescendo ho cercato sempre di lottare, nel mio piccolo, contro ogni ingiustizia vista dai miei occhi e mi sono reso conto che "non può esistere una causa persa in partenza". Parto da una mia convinzione secondo la quale nulla è impossibile a questo mondo se davvero crediamo in noi stessi.

D'altro canto, mi sento di dire, a distanza di tanti anni, che quella mia maestra ha fallito nella sua missione educativa per la quale veniva pagato il suo stipendio dallo Stato italiano, lei che doveva occuparsi della fase più delicata della vita di un bambino, dal punto di vista educativo.

Per fortuna il mio caso ha avuto risvolti positivi, ma insegnare ai bambini delle elementari non è una cosa che tutti possono fare, a mio avviso. Quella è una missione, e per esercitarla è indispensabile avere tanta passione ed una grande predisposizione.

 

L'importanza dello studio nella mia vita e le mie prime esperienze amorose.

Dopo le scuole elementari sono passato alle scuole medie senza grandi difficoltà.

Il primo vero salto l'ho fatto quando, a quattordici anni ho iniziato a frequentare la Ragioneria a Sant'Arsenio, distante quindici o venti chilometri dal paese mio.

Ho iniziato a frequentare paesi a me prima sconosciuti o quasi. Sono nate nuove amicizie con ragazzi e ragazze di questi paesi, alcune delle quali son rimaste nel tempo.

Negli anni della Ragioneria ho iniziato a comprendere le regole dell'amore con tutte le sue sfaccettature, anche se io il primo vero amore son riuscito a provarlo solo a diploma acquisito (a ventun anni) e fuori dal contesto scolastico e territoriale (Buccino). Si chiamava Veronica.

Negli anni della Ragioneria ho imparato a distinguere "le cotte" che possono durare anche un solo giorno, dall'"amore vero" che può durare anche tutta la vita, com'è capitato ai miei genitori che sono sposati da ben sessant'anni.

Fa parte di esperienza, mi son sentito dire da più parti. E l'esperienza prima o poi la fanno tutti! Mi disse un giorno mio cognato Rino (marito di Rosetta) che l'esperienza non è altro che "l'insieme delle inculature prese nel corso della vita". Aveva ragione! Serve per non ripetere gli stessi errori, aggiungo io.

Ricordo che il giorno degli esami ero molto teso. Parlo degli esami di Maturità naturalmente. In quei giorni faceva un caldo pazzesco e la tensione faceva aumentare ulteriormente la temperatura corporea. Ovviamente era solo la mia sensazione! C'era un mio amico che stava tranquillo e rilassato. Poi ho capito il perché. Lo hanno bocciato. Era tranquillo e rilassato semplicemente perché non aveva studiato nulla, quindi evidentemente non aveva nulla per cui essere agitato o teso.

Quando mi diplomai avevo da poco compiuto diciannove anni e pochi mesi prima avevo preso la patente. Andavo in giro con la mia Citroen AX bianca con delle strisce nere. Non l'avevo presa per la mia fede bianconera e se lo avevo fatto per quello - non ne ero stato consapevole. (Foto bianconero) L'avevo presa in un ottimo stato e ad un prezzo abbordabile. Aveva tre anni e mezzo e l'ho tenuta altri tre anni, prima di farmi conquistare da un'altra francese, una Renault Megan di colore blu - nuova di zecca. E a quanto pare vado di francese in francese, visto che ora guido una Peugeot 308.

Che io mi ricordi ho sempre studiato e spero di non perdere mai questo vizio perché lo considero uno dei pochi vizi buoni che esistono sulla faccia della terra. Se non sono stati corsi sono stati master ed ho vari attestati che lo certificano. Qualcuno l'ho pure appeso nel mio ufficio!

 

Mi piace scrivere, leggere per me è un vero piacere. Amo parlare ed ascoltare la gente. Amo la musica: la considero una delle più belle invenzioni fatte dall'uomo. So anche essere un buongustaio. Il contatto con la natura è il mio toccasana.

Mi piace tanto scrivere, consumo chilometri e chilometri d'inchiostro. La mia compagna preferita è la BIC. L'adoro perché non mi lascia mai a piedi, scrive anche quando non si vede più neanche una goccia d'inchiostro, come adesso che sto scrivendo queste righe. Pazzesco!

Leggere per me è un vero piacere. Infatti leggo molto, leggo di tutto, mi appassiona la lettura in quanto tale. Leggo notizie riguardanti la politica, l'economia, la finanza e l'attualità in generale. Leggo romanzi, poesie. Leggo!

Amo trattenermi a parlare di qualsiasi argomento anche per ore, se trovo un interlocutore capace di ascoltare e di farsi ascoltare.

Amo la musica in generale, anche se in effetti prediligo la musica leggera. Diciamo pure che son cresciuto a pane e musica leggera. E a forza di ascoltare canzoni, mi capita spesso di risentirle e conoscerle a memoria. E qualche volta mi capita pure di canticchiarle. Per fortuna sono intonato :)) L'aspetto positivo di tutto ciò è che quando vado ai concerti con gli amici, parto sempre avvantaggiato :)))

Le novità non mi spaventano e a volte sono proprio io a cercarle!

So anche essere un buongustaio, sono un vero amante della buona tavola. Ma a volte mi capita di avere lunghi silenzi o di mangiare poco o niente. Di solito non è grave e per fortuna mi capita molto raramente. Evidentemente quello che mi frulla nella mente in questi momenti per me è importante e quindi reagisco cercando dentro di me le risposte alle mie preoccupazioni. Quando devo prendere una decisione importante spesso mi capita di rinchiudermi in me stesso. In questi casi mi piace sfogare i miei pensieri silenziosi stando a contatto con la natura. Il mare o il cielo con la loro immensità, spesso riescono anche a farmi trovare l'ispirazione e a donarmi e trasmettermi la serenità per risolvere eventuali problemi.

 

Le mie competenze professionali, la mia avventura da imprenditore, i miei sogni. 

Dopo aver conseguito il diploma di Ragioneria, per farmi un pò le ossa ho fatto vari lavoretti, un po' di qua e un po' di là. Ed anche i lavori più umili mi hanno portato insegnamenti. Credo che questa si chiami gavetta.

Di notevole importanza è stata l'esperienza umana e lavorativa vissuta al Nord. Mi è servita tantissimo e ringrazio il cielo per averla fatta. E' stata un'esperienza che mi ha arricchito sotto tutti i punti di vista. Mi ha arricchito dal punto di vista umano, caratteriale e lavorativo. Ho capito ancora di più il valore della famiglia, ho conosciuto persone nuove, ho imparato cose nuove.

Ma io desideravo tornare al Sud perché volevo creare nella mia terra natia qualcosa d'importante, non solo per me. Avvertivo questa impellente esigenza nel mio animo. Era il mio sogno! E per vedere esaudito questo mio sogno ero disposto a fare pure qualche rinuncia, qualche sacrificio in più. Sapevo che con questa mia scelta sarei andato incontro a mille difficoltà e sicuramente ne ho incontrate tante per la mia strada, ma era il mio sogno e dovevo rispondere ad un'esigenza del mio animo!

E' importante avere sogni! Credere in un sogno vuol dire essere ambiziosi ed essere ambiziosi significa credere fortemente in sé stessi. Non tutti hanno questa forza, ma tutti dovrebbero averla. Credere in un sogno dà e trasmette una forza travolgente che chi ce l'ha spesso non sa di possedere. 

Tutto è partito da quì, da questa esigenza che avvertivo nel mio animo, dalla voglia che avevo e che ancora oggi ho di mettermi in gioco, di misurare le mie capacità e di farlo quì al Sud dove le mie radici sono ben piantate.

E come una coincidenza o un destino, appena sono rientrato dal Nord mi si è presentata subito un'occasione davanti. L'ho colta!

Bisognava presentarsi alle selezioni per partecipare ad un corso che si sarebbe dovuto tenere a Petina, sui Monti Alburni - quegli stessi monti che io vedo ogni volta che mi sveglio quando apro la finestra della mia camera da letto. (Scegliere una foto che rappresenti bene la scena)

Partecipare a questo corso mi avrebbe consentito di imparare le linee guida per iniziare una carriera da imprenditore. Ad insegnarcele avrebbero provveduto dei consulenti, ognuno esperto in un determinato settore.

Ho superato le selezioni ed è iniziata la mia scommessa!

Il corso, della durata complessiva di seicento ore, è stato finanziato dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.

C'erano un commercialista, un avvocato ed un esperto di banca... - Messa così sembra l'inizio di una barzelletta :) ma vi giuro che è una cosa seria! - ... Altri esperti ci insegnarono altre materie importanti per comprendere le dinamiche di un'azienda. Ci parlarono di contributi previdenziali, di finanziamenti comunitari, di agevolazioni fiscali. Ci fecero capire come erano nate alcune aziende che poi hanno fatto la storia in Italia - in Europa e/o nel Mondo. Ci fecero comprendere l'importanza di lavorare in maniera costruttiva e con uno spirito di squadra. Ci insegnarono tante cose... in teoria.

Poi la pratica l'ho dovuta fare io sul campo, in mezzo alla gente, entrando nelle aziende, affrontando di petto i problemi - sempre nuovi e sempre diversi - e risolvendoli attraverso lunghe analisi - riflessioni - ragionamenti, talvolta senza chiudere occhio per una notte intera, ma con in cambio la soluzione in testa il mattino seguente.

Sono soddisfazioni oggi, ricordi indelebili. Ma non posso e non devo dimenticare che per raggiungere le soddisfazioni di oggi, ieri ho pure pianto. A me stesso ripeto spesso, soprattutto nei momenti di difficoltà, che non devo mai dimenticare da dove sono partito.

Al corso partecipammo in ventiquattro, tutti di paesi diversi, dagli Alburni al Vallo di Diano - passando per il Tanagro e l'Alto e Medio Sele.

E' così che a venticinque anni ho iniziato ad imparare a fare l'imprenditore. Davvero un bel mestiere! E' quì che è iniziata la mia gavetta. E' così che, nel duemila, l'anno del Giubileo, è nata Alburni Typicus s.c.r.l., una cooperativa composta da nove giovani (sei maschi e tre femmine), tutti di paesi diversi. Ed è così che io sono stato nominato Presidente. Una bella avventura! Una bella storia! Una bella responsabilità! 

Ho dovuto imparare tutto, dalla A alla Z. Io dico che da allora è iniziato "il corso della mia vita".

Ora che son trascorsi circa sedici anni, mi trovo quì a raccontarvelo in questo mio blog e per me ciò significa grande crescita dal punto di vista umano e professionale e grande motivo di orgoglio.

Il due agosto del 2002 sono entrato a far parte del Consid (Consorzio Imprese Diano). E sono entrato pure nel consiglio di amministrazione.

E' un'esperienza che mi ha arricchito enormemente sotto tutti i punti di vista. Abbiamo cercato di unire un territorio perennemente diviso, quello a Sud della provincia di Salerno, a Sud della Campania, a Sud. E ci stiamo ancora provando. 

Io al Consid ed al comprensorio che il consorzio rappresenta, ho dedicato la mia tesi di laurea.

 

La mia laurea.

Tra il 2007 ed il 2008 mi sono iscritto alla Facoltà di Lettere Corso di Laurea in Turismo per i Beni Culturali dell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.

Non è stato facile contemplare lavoro e studio e poi un pizzico di vita privata. Mi svegliavo alle sei e mi addormentavo a mezzanotte per almeno cinque giorni a settimana. Tenere questo ritmo, quando ero sotto esame, è stato abbastanza faticoso e stressante, ma la passione e la determinazione mi hanno fatto superare questi momenti.

Il nove aprile del 2014 è il giorno in cui ho conseguito la laurea ed è stata una delle gratificazioni più grandi della mia vita, anche se considero questo traguardo un punto di partenza e non un punto di arrivo.  

L’amore che nutro per la mia terra e la passione per un lavoro che da sedici anni mi vede impegnato in attività di marketing e comunicazione del territorio, mi hanno portato ad appassionarmi a quello che oggi viene chiamato "marketing territoriale turistico".

Attraverso la mia tesi di laurea dal titolo "Il marchio d’area quale strumento di valorizzazione territoriale. Il caso Vallo di Diano", ho approfondito il tema del marketing territoriale con particolare riferimento al caso del Vallo di Diano, comprensorio dalle straordinarie potenzialità turistiche composto da quindici comuni nel Sud della Campania, da qualche tempo oggetto di una serie di interventi finalizzati ad accrescere la competitività territoriale attraverso la costruzione di un marchio d’area.

Il confronto con diversi attori del territorio, attraverso la partecipazione a riunioni e incontri pubblici di vario tipo, mi ha aiutato a capire dove e come è nata l’idea di un marchio d’area, da chi è nata e, soprattutto, perché non si è ancora pienamente concretizzata.

Il ruolo del Consorzio Imprese Diano (Consid) – di cui sono orgogliosamente socio e Consigliere di Amministrazione, in questi anni è stato molto importante per la mia crescita umana e professionale.

 

I miei clienti sono il mio oro.

Oggi, ho quarant'anni e sviluppo progetti di comunicazione tradizionale e non (on ed off line), piani di marketing e ricerche di mercato.

La comunicazione ed il marketing, col passare degli anni, sono diventati il mio pane quotidiano. Sono stimolato tutte le volte che riesco a trovare soluzioni per rispondere ad esigenze specifiche dei miei clienti, perché i miei clienti sono il mio oro.

Grazie per l'attenzione che avete dedicato nel leggere queste righe. Le ho scritte col cuore, cercando di essere semplicememente me stesso e sono orgoglioso di averlo fatto.

 

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