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Me lo hanno detto solo ieri sera i miei genitori, dopo più di quarant'anni. Mi son salvato per miracolo, anzi, mi hanno salvato per miracolo! E' proprio vero che la vita non finisce mai di sorprenderci!

Ora vi racconto ciò che ho scoperto ieri sera. Vi racconto bene com'è andata, o meglio, come mia madre e mio padre mi hanno detto che è andata. Per la verità all'inizio del racconto erano un pò confusi, abbastanza indecisi sull'età che avevo quand'è successo il fatto. E' passato così tanto tempo che è pure normale che non si ricordino tutto per filo e per segno, ho pensato io tra me e me. Ma mentre lo pensavo, guardando le loro facce che cercavano di ricostruire come un pazzle i pezzetti dei ricordi, mi è venuto spontaneo abbozzare un sorriso. Mio padre si ricordava che avevo poco più di un anno, mia madre dieci mesi. Ma su una cosa erano sicuri entrambi, il periodo luglio-agosto (più agosto che luglio) e l'attività che stavano svolgendo quegli angeli che mi hanno salvato la vita. Alla fine ci ho pensato io a mettere un pò d'ordine con gli indizi che mi hanno dato. "Calcolando che sono nato nel mese di aprile, avevo circa quattro mesi" ho detto io, interrompendo le loro riflessioni ad alta voce, e a quanto pare ci ho azzeccato, come dice Di Pietro :)) perchè fine agosto dista circa quattro mesi dal trenta aprile. Hanno annuito e dopo, per un pò, li ho ascoltati in silenzio.

Ma ora veniamo al nocciolo della questione. Io ieri sera ci scherzavo su, ma da quello che ho capito, davvero mi son salvato per miracolo, anzi, mi correggo, mi hanno salvato per miracolo e sono felice di esser vivo per potervelo raccontare :))

La storia è questa, statemi a sentire. Verso la fine di agosto del 1975, un giorno, quando avevo circa quattro mesi di vita ed ero un batuffolo, mi racconta mia madre che mi colpì all'improvviso una febbre fortissima. Tanto forte che, spaventati, i miei genitori decisero subito di portarmi all'ospedale, proprio lì dov'ero nato, a Polla. Avevo la fronte bollente, ma ero tutto bollente - non solo la fronte. Mio padre prese "lu carruoccl" (era un "tre ruote" coperto con sedile posteriore) che era il mezzo di trasporto della mia famiglia a quei tempi e di corsa ci dirigemmo verso l'ospedale. Ma io peggioravo ogni chilometro di più. A un certo punto le mie manine e i miei piedini si lasciarono cadere sul corpo di mia madre che mi teneva stretto tra le sue braccia. Le scappò un urlo "Maronna mia, è muort!" e mio padre si fermò di colpo. Verso la Garzetta (una località nei pressi di Caggiano), i miei genitori, disperati, chiesero aiuto a un gruppo di persone che stavano mietendo il grano con una trebbiatrice. Erano caggianesi (Caggiano è un paese poco sopra Auletta), un uomo e due o più donne. Mia madre continuava ad urlare che ero morto ed una delle donne mi strappò dalle sue braccia e mi buttò per aria, più alto che poteva, e poi mi riprendeva a braccia aperte quando cadevo giù. Io andavo su e giù ma non era un gioco. Avevo smesso di respirare. Quella donna con quel "su e giù" mi ridonò la vita! Smise di buttarmi in aria solo quando iniziai a respirare di nuovo. L'uomo disse a mio padre "lo porto io in ospedale, venitemi dietro". Aveva un'auto e saremmo arrivati prima. Mio padre acconsentì. Mi avevano salvato la vita! Arrivammo al pronto soccorso dell'ospedale e tutto andò bene. Dopo un pò tornammo a casa, felici e contenti.

Ieri sera, alla fine della storia, ho chiesto ai miei genitori chi erano quegli angeli che mi hanno salvato la vita quando ero ancora in fasce. Mi hanno solo saputo dire che erano caggianesi e che l'uomo era "lu cainat r ndonio lu aim". Non li conosco, non so chi siano, ma grazie a loro ho continuato a respirare e a vivere. Posso solo rivolgere loro un immenso GRAZIE! Evidentemente il destino esiste e ce li ha fatti incontrare!

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