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Il compito di un bravo giornalista o di un bravo reporter credo che sia quello di saper raccontare i fatti, le storie, le emozioni, le sensazioni, dicendo sempre la verità. Il termine “reporter” infatti deriva da “riportare, riferire”.

Pa.Ma Infissi di Pagano Mario, una realtà di San Rufo (SA) Pa.Ma Infissi di Pagano Mario, una realtà di San Rufo (SA)

Vi racconto una storia molto particolare, quella di Rosella Pagano, un’imprenditrice del Vallo di Diano che può essere un esempio per tanti giovani. In questo mio articolo provo a raccontarvi i suoi ricordi e le sue sensazioni.

Tutto è nato per caso. Io e lei stavamo tornando insieme da Cava De’ Tirreni. Avevamo dedicato l’intera mattinata a completare il sito ufficiale di PAMA INFISSI www.pamainfissi.it che andrà on line in questi giorni. Giunti sul lungomare di Salerno, sul Corso Vittorio Emanuele, abbiamo deciso di fermarci, avevamo fame. D’altronde in quella zona i locali sono tutti buoni!

Dopo che ci siamo messi comodi e che abbiamo ordinato, ho chiesto a Rosella di raccontarmi la sua storia, quella legata all’azienda di famiglia, perché avevo in mente di dedicare un articolo a lei e alla sua azienda. E lei, tra una portata e l’altra, ha avuto la pazienza ma soprattutto il piacere di raccontarmela a partire da quando tutto ha avuto inizio.

Abbiamo ordinato un calice di vino bianco, una bottiglia d’acqua e, come prima portata ravioli ripieni di baccalà.

Nell’attesa della prima portata è iniziato il suo racconto che ha saputo catturarmi per tutta la durata del pranzo: “Da una passione per il legno e per la sua lavorazione, nasce quest’azienda che ha basi tipicamente artigianali e che si è poi evoluta nel tempo. Si tratta di un padre, mio nonno, che ha saputo dare forma a tavole di legno creando credenze, tavolini, cassepanche (oggi mi sembra che siano proprio sparite letteralmente), finestre, cornici per quadri, porte, e tanto altro ancora. E’ vivo il ricordo di mio nonno quando, nella sua bottega, con la sua paglietta e i suoi occhialoni neri, o stava vicino al suo “scannetto”, la base di lavoro dove, magari, con il pialletto rifiniva gli angoli o migliorava le imperfezioni del grezzo, oppure pennellava per dare la finitura a ciò che aveva creato. Spesso andavo a trovarlo e mi fermavo con lui, gli chiedevo qualcosa su quello che stava facendo, oppure gli facevo semplicemente compagnia anche in silenzio; mi piaceva stare lì con lui, guardare quello che prendeva forma e sentire l’odore del legno; mi piacevano tanto quei trucioli ricci, perfetti. Ricordo il suo impegno e la sua passione nel lavorare, la sua precisione. Sono caratteristiche che rivedo in mio padre, che ha ereditato il mestiere di mio nonno, con quell’ambizione in più (per via anche dei tempi cambiati), e scegliendo di specializzarsi in un settore ben preciso come quello degli infissi esterni”.

E’ arrivata la seconda portata, a base di pesce e, tra un boccone e l’altro, Rosella ha continuato il suo racconto mettendo in luce i suoi ricordi: “Così, nel tempo, è nata la Pa.Ma. Infissi, grazie all’impegno di mio padre, al sacrificio, all’umiltà dimostrata, alla fiducia data e ricevuta, oltre alla conoscenza del proprio settore e alla serietà nel suo lavoro, alla determinazione nel portare avanti un progetto in cui ha creduto e continua a credere, investendo certo anche per migliorare la produzione”.

Brillavano gli occhi a Rosella mentre mi diceva che “l’importanza non sta solo in questi capisaldi, ma anche nella valorizzazione delle persone che contribuiscono ad ottenere determinati risultati, che fanno parte dell’azienda e che sono parte di essa”.

E’ arrivata la terza portata che, ahimè, credo di aver dimenticato, e lei ha ripreso il ragionamento: “Naturalmente, per raggiungere certi risultati ed avere diverse soddisfazioni, mio padre ha dato sicuramente il meglio di sé, sacrificandosi molto … anche delle sue serate a far tardi a lavoro ho dei vivi ricordi … a volte, da piccola, mi piaceva rientrare tardi con lui e augurarci la buonanotte. Ora lui è sempre vigile e super attento, partecipando anche attivamente all’opera in corso, ed io ho deciso di continuare questa avventura, anche con passione devo dire. Sono contenta della mia scelta perché portare avanti qualcosa che un padre ha creato è sicuramente un gran privilegio, ma bisogna avere una buona dose di tenacia, voglia di imparare e di lavorare. E la cosa che più mi piace di lui, è quel guardare sempre oltre e vederci comunque qualcosa”.

“La nostra è una piccola realtà familiare ed artigianale-aziendale, dove rispetto e serietà sono le cose più importanti, e dove il concetto di lavoro è la base per poter continuare la nostra attività”. Sono queste le parole pronunciate da Rosella mentre gustavamo un ottimo dessert a chiusura del pranzo e prima di uscire dal locale per riprendere insieme la via di casa.

 

Articolo pubblicato su Unico Settimanale, n° 12 del 30 marzo 2017

Massimiliano De Paola Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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